Artigiani Carta

Legatoria Artigiana

Legatoria.
Artigiana
Napoli.
Nomenomen.
Storia di legami, di passioni, di appartenenza.
Legati sono i libri, ma anche le persone ad una passione divenuta professione.
Un luogo accoglie il tutto, cuore Capitale del Mediterraneo, Napoli, San Biagio dei Librai, Palazzo Marigliano.

Legare libri è dare forma e ordine ai fogli, alle parole, al pensiero ed alla cultura che diffondono.
Tutto altrimenti sarebbe caos, fogli sparsi, idee perse, pensiero svanito, cultura dissolta.
E gestire il caos per plasmare la forma non è cosa da tutti, ma da artisti, del fare, dunque artigiani.

La Legatoria Artigiana nasce a Napoli da un legame fra alcuni allievi ed un maestro, Michele Eliseo: nei locali di Calata Trinità Maggiore, nei pressi di Piazza del Gesù, con maestria e dedizione, nel solco di una tradizione familiare artigiana avviata nell’ 800, Michele Eliseo arricchisce con decorazioni in oro fino le sue già pregevoli legature, grazie anche all’enorme varietà di punzoni in bronzo da lui raccolti negli anni.
E nel mentre i suoi allievi osservano, imparano, s’appassionano.
E decidono che quel patrimonio di conoscenze, tecniche ed attrezzature non può andare disperso ma va raccolto, arricchito, fatto vivere ancora; così ricorda Annalisa Mignogna, anche lei allieva del maestro Eliseo ed impegnata da anni in Legatoria:

“Con due amici rilevammo la Legatoria nel 1982: all’epoca il Maestro Eliseo era intenzionato a cedere l’intera attività, arrivò finanche in televisione per riuscire a farlo, nella trasmissione “Portobello” condotta da Enzo Tortora. Noi riuscimmo a convincerlo a bloccare quella vendita che avrebbe disperso per sempre la sua raccolta di punzoni, le sue attrezzature. E fu così che, con lui accanto ad insegnare e indicare la strada, rilevammo e continuammo l’attività della sua famiglia”.

Dalla fine del 2011 il laboratorio si trasferisce nell’attuale sede di via San Biagio dei Librai 39, nel cortile di quel Palazzo Marigliano che “vanta la più elegante facciata rinascimentale di Napoli” (cit. Roberto Pane), e solcarela soglia d’ingresso ai locali della Legatoria è un po’ come varcare un limite temporale e percettivo:
i rumori esterni si acquietano, quelli interni sembrano più suoni, prodotti da mani artigiane che lavorano all’unisono seppur singolarmente, adottando gesti antichi quasi a seguire una ideale partitura di saperi e conoscenze scritta in secoli precedenti e che dentro quella bottega trova nuova armonia, luce, vita:

“Oggi qui in Legatoria lavoriamo in sette, tutti insieme, nel solco e nel rispetto di una tradizione artigiana, qual è quella della legatoria, che si è andata strutturando secoli addietro a partire dal ‘400. Ieri come oggi, utilizzando le stesse tecniche e spesso anche gli stessi strumenti e macchinari, il fine è quello di rendere più forti e belli sia libri antichi che moderni attraverso quella che è divenuta nel tempo una vera e propria arte come si può dire siano la legatura e la decorazione del libro. Ed è un’arte che diventa servizio quando si affianca al recupero dei libri antichi, con gli interventi di conservazione della carta e delle stesse rilegature.
Con le tecniche acquisite, nel rispetto della tradizione ma con uno sguardo al futuro, siamo riusciti a creare una collezione di oggetti sia di utilità pratica che finalizzati all’arredo. Accanto ai materiali di sempre, abbiamo aggiunto sete, lane preziose, velluti, cotone e lino: con questo mix aiutiamo quest’arte ad essere sempre viva e a tramandare, spero, le tecniche di una volta…uno dei nostri motti è -facciamo di tutto…per non dimenticare- dove il tutto indicala varietà dei nostri lavori ma anche lo sforzo grande per rispettare la cultura che ci arriva dal passato.
Infatti la vera sfida oggi, in questo ambito artigianale, è conservare il “saper fare” e cercare di innovare senza stravolgere. E non è facile come può sembrare. Per esempio una rilegatura è ben riuscita si può pensare sia semplice da eseguire, ma è tale solo se ogni passaggio è ben rispettato: bisogna saper cucire bene il libro con il filo adatto , arrotondare con dolcezza il dorso perché l’apertura sia omogenea,avvolgerlo in una copertina rivestita con cura e con i 3 canonici millimetri di unghiatura, le pelli e le pergamene devono adagiarsi sul libro come un abito su misura e alla fine bisogna essere capaci di imprimere a mano con foglia d’oro e con piccoli ferri caldi i caratteri di bronzo per le scritte e i fregi che completeranno la decorazione”.
L’apporto dei macchinari è marginale, al centro del processo produttivo è ancora la persona, l’artigiano, con il proprio personale bagaglio di esperienze, competenze e abilità. In tempi di digitalizzazione produttiva, dematerializzazione del lavoro e preoccupante deculturazione, quella di Legatoria Artigiana assume i tratti di una sfida, produttiva, lavorativa e culturale che, seppur complessa e faticosa da condurre, è stata ripagata da una clientela sempre più “di nicchia” ma sempre più anche alla ricerca di prodotti di straordinaria qualità e dal cuore antico:

“Fino a qualche anno fa si lavorava con Biblioteche pubbliche e studi professionali. Oggi queste commesse sono ridotte sia per i progressi della tecnologia sia per restrizioni economiche.
La nostra committenza resta la più disparata e prevalentemente privata; noi non vendiamo solo prodotti ma anche servizi: un volume rovinato dall’acqua, un altro morso da un cane, il desiderio di un regalo personalizzato,un libro firme per un evento importante o solo per i propri amici, un album dove contenere i ricordi di una vita e poter scrivere le proprie emozioni,quaderni per scrivere e disegnare, cartelle, contenitori, finti libri dove nascondere cose rare, scatole preziose o meno dove catalogare, conservare, raccogliere…il nostro lavoro si presta a mille usi e a tanta creatività, nostra e di chi ci ordina il prodotto.
E i clienti ormai non sono solo napoletani, sono un po’ dovunque in Europa e nel mondo: loro ci cercano, ci scrivono, noi creiamo l’oggetto richiesto, spediamo…in fondo la tecnologia non è solo nemica del nostro mestiere!!
Turisti da noi ne entrano tanti perché il Centro Antico di Napoli è una forte attrazione ed in molti visitano il nostro laboratorio: ed anche se non comprano perché semmai sono alla ricerca di qualcosa di più folkloristico, siamo ugualmente contenti di vederli incantati davanti alle mani che lavorano, davanti al nostro laboratorio che sembra uscito direttamente dal passato,davanti alla passione che sentono esserci in ognuno di noi. In fondo è importante l’aspetto commerciale per continuare ad esserci, ma è anche molto importante l’orgoglio di sapere che i sacrifici che facciamo ogni giorno aiutano a far vivere un piccolo angolo di questa nostra splendida città.”

Annalisa Mignogna e gli artigiani che le sono al fianco, quotidianamente e da anni, offrono mani, testa e cuore a quel “sogno realizzato”che di fatto è Legatoria Artigiana Napoliaffinchèquesto continui a crescere e prosperare.
E nel farlo, tutti insieme, essi tengono in vita anche un’antica nobile “arte del fare” napoletana.
Mostrando così coi fatti, belli e di qualità ai quali ogni giorno danno vita, che Napoli può e deve raccontarsi “dentro e fuori le mura” riattualizzando lo straordinario patrimonio culturale di cui è da millenni portatrice, in antitesi all’attuale dozzinale sua rappresentazione, romanzata e televisiva, che la vuole solo espressione delle subculture criminali che pur produce in sé.
E’ tutta questione di legami, passioni, appartenenza.

Contatti

Legatoria Artigiana
sas di Annalisa Mignogna

Via S.Biagio dei Librai 39
80138 Napoli
081.5511280
338.8393610
legatorianapoli@virgilio.it
www.legatoriartigiananapoli.it

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