Artigiani Scultura, Pittura e Intarsio

Tudisco cartapesta

Tudisco e cartapesta.

Sinonimi Nolani di Artigianato e Qualità.

A Nola sono sinonimi.
E lo sono dalla seconda metà dell’Ottocento, prossimi ormai a celebrare il secolo e mezzo di attività.
Generazioni familiari di artigiani, giunte oggi a Salvatore e Giuseppe Tudisco, padre e figlio, che hanno contribuito con la loro maestria e la loro arte a scolpire l’immagine di una delle feste tradizionali più celebri al mondo, quella dei Gigli di Nola.
E’ una storia artigiana quella dei Tudisco fatta di grandi qualità professionali, straordinaria caparbietà e infinito amore e rispetto per la propria terra ed il proprio lavoro: “siamo arrivati con il cuore a fare questo mestiere: una passione che ti porti dentro fin da quando sei bambino e come qualsiasi cosa che si fa in modo appassionato alla fine ti ripaga, ti porta a raggiungere il tuo obiettivo, nel nostro caso fare bene questo mestiere e tramandarcelo oramai da ben cinque generazioni”.
E’ Giuseppe Tudisco, sotto lo sguardo attento di papà Salvatore, a raccontarci di questa lunga e bella storia di famiglia artigiana campana, e lo fa dentro la loro bottega mentre intorno produzione e creatività pullulano, a poche settimane dall’inizio della Festa dei Gigli 2017:
una Laurea in Giurisprudenza ed una vita passata fin dall’età di 10 anni in bottega, non è stato poi così difficile per Giuseppe, a conclusione degli studi e quando gli accadimenti della vita lo hanno richiesto, decidere quale fosse la via professionale da intraprendere, e così da 6 anni ha gradualmente assunto lui la conduzione dell’azienda familiare, sempre assistito dall’esperienza e dalle capacità di suo padre che attivamente continua a guidare il lavoro quotidiano di operai e collaboratori che contribuiscono in maniera rilevante a dare vita e forma alle creazioni dei Tudisco:
“la famiglia Tudisco nasce storicamente e artigianalmente in rapporto alla realizzazione dei Gigli per la festa nolana, poi nel corso del tempo, con la modernità, con il succedersi delle generazioni alla sua guida, abbiamo progressivamente innovato le produzioni aprendoci anche ad ambiti diversi, ed è così che oggi realizziamo anche scenografie teatrali, carri allegorici, presepi, allestimenti per attività commerciali, fino a spingerci ad attive collaborazioni con il mondo dell’Arte contemporanea e ricordo qui fra i tanti il maestro Mimmo Palladino e Perino e Vele i cui lavori in cartapesta spopolano negli Stati Uniti”.
Innovazioni, attinenti produzioni e mercati di riferimento, dettate anche dalla necessità di trovare alternative economiche al “comparto Gigli” che nel corso degli ultimi anni ha subito mutamenti significativi rispetto ai quali la “filosofia artigiana” della famiglia Tudisco, così improntata al rispetto dei dettami qualitativi e produttivi propri della tradizione cartapestaia, non sembra più collimare come un tempo:
“se oggi dovessimo vivere solo di Gigli allora chiuderemmo il giorno dopo quello della Festa…perchè la concorrenza in quest’ambito è diventata tanta ed il problema vero è che troppi nolani, sempre più spesso gli stessi committenti, danno sempre meno importanza alla totalità di valori che caratterizzano la realizzazione di un Giglio: il lavoro scultoreo, quello pittorico, i disegni, le decorazioni…tutto sembra aver perso d’importanza…conta solo la struttura lignea…per dirla in parole povere: basta che il Giglio sta in piedi durante la Festa!…Ma questo non è mai stato lo spirito né della Festa e né tantomeno del lavoro degli artigiani dei Gigli…”
Il Giglio nolano (e le sue straordinarie e uniche caratterizzazioni artistico-artigianali) sembra dunque non ricoprire più, nell’immaginario nolano, il ruolo iconico che aveva in passato e ciò accade, paradossalmente, ora che maggiore dovrebbe essere l’attenzione e la tutela a seguito del riconoscimento Unesco del 2013; e viene da sé che la graduale perdita d’importanza della “Macchina da Festa” porta via e fa perdere anche il patrimonio di saperi e abilità artigiane indispensabili alla sua realizzazione.
Ma come detto in apertura i Tudisco sono caparbi oltre che bravi professionalmente, ed è grazie anche a queste due sempre più rare qualità che hanno affrontato e superato anche i momenti più ardui della propria storia familiare e artigianale:
“è stato esattamente nel momento in cui tanti altri avrebbero pensato di non poter più proseguire quest’attività lavorativa che io invece l’ho definitivamente fatta mia: nel 2012, quando alla guida erano i miei zii con mio padre, per il succedersi di eventi negativi si giunse alla definitiva chiusura del precedente capannone dove era ubicata l’attività; all’epoca io, pur continuando a dare una mano in bottega, dopo la laurea mi ero avviato all’attività professionale di Consulente legale. Rientrando a Nola dal lavoro che avevo a Napoli, quando incrociavo mio padre avevo come la sensazione di guardare un morto vivente…vedersi chiudere il capannone dopo oltre cinquant’anni di attività era un colpo durissimo per lui…Fu così che decisi di abbandonare la mia nuova professione e dissi a mio padre che era mia intenzione riavviare l’impresa con lui al fianco…ci furono nuovi investimenti, un nuovo capannone, nuovi lavori e mio padre rinacque…Siamo stati un po’ come l’Araba Fenice che rinasce dalle sue ceneri…”
E’ scientifico l’approccio che i Tudisco adottano per la realizzazione dei Gigli così come di tutte le altre variegate loro produzioni: Salvatore e Giuseppe se interrogati su un qualsiasi aspetto tecnico del proprio mestiere manifestano una conoscenza straordinaria e approfondita fin nel più piccolo dettaglio, ti raccontano il proprio “fare” con grande umiltà pur lasciando trasparire il profondo e giustificato orgoglio per una personale storia familiare e artigianale di così lunga e gloriosa durata:
“la nostra è una tradizione artigiana in continua evoluzione e spesso l’innovazione è nel dettaglio: anche la sola scelta di chiodi forgiati al posto di quelli tondi può imporre cambiamenti sostanziali nella realizzazione della struttura portante di un Giglio…Tanta ricerca, tanta innovazione la ritrovi ad esempio anche nella scelta dei materiali che utilizziamo: ci sono ad esempio specifiche modalità tecniche per scegliere il legno sulla base del peso desiderato…più leggero o più pesante a seconda degli usi e delle lavorazioni che s’intendono fare…e innovare ti permette anche di essere più competitivo in termini qualitativi su di un mercato sempre più affollato di offerta…
Ovviamente a fianco all’innovazione noi manteniamo viva, e siamo orgogliosi di farlo, la tradizione artigiana familiare…uno dei nostri punti di forza attuale è ad esempio rappresentato dal fatto che disponiamo, grazie alla nostra centenaria storia, di migliaia di differenti forme di gesso che sono indispensabili per poi andare a realizzare le figure in cartapesta…Avere dunque a disposizioni tanta varietà di forme ci permette così di rispondere a qualsiasi richiesta figurativa e decorativa della clientela…
Sempre alla nostra tradizione artigiana familiare facciamo ricorso anche in quei casi in cui, per realizzazione dei progetti ex-novo ci ricordiamo e riprendiamo, riadattiamo anche progetti inediti che erano stati magari ideati in bottega negli anni ’60 e ’70…e scopri che ancora oggi mantengono intatta la loro qualità, la loro validità…perché anche all’epoca i Tudisco lavorano con grande passione, con rispetto della tradizione e ricercando sempre la qualità…Quei progetti, se ci pensi, sono “Storia” non solo della nostra famiglia, ma più in generale della Festa dei Gigli…”
Ed è particolarmente sintomatico dell’interscambio generazionale e di ruoli che da sempre caratterizza la bottega Tudisco, il fatto che a continuare a parlarci, a conclusione del nostro incontro, di innovazioni e futuro sia poi Salvatore Tudisco, il papà di Giuseppe che a lui ha gradualmente lasciato la conduzione dell’impresa familiare:
“ora sto pensando e progettando cose nuove ma sempre realizzate in cartapesta, tipo lumi, complementi d’arredo per abitazioni private, un tipo di prodotto che ovviamente necessita anche di mercati di lancio adeguati, infatti immaginiamo Milano come possibile primo ambito di riferimento per queste produzioni, il circuito delle fiere artigiane…questo sarebbe uno sviluppo, in chiave domestica, di una serie di prodotti e interventi d’arredo e allestimento che abbiamo già realizzato ma specificamente rivolti a spazi commerciali: negozi, pub, locali pubblici…interventi che abbiamo realizzato anche fuori regione, in Toscana ad esempio…E’ fondamentale per oggi e per il futuro trovare altre vie di sbocco alla nostra produzione…Noi attualmente abbiamo cinque collaboratori che lavorano in maniera fissa e nei momenti di massimo carico d’impegni arriviamo fino a 10…ma questo è un lavoro particolare…che avrebbe bisogno anche di sostegno da parte delle Istituzioni locali per quanto attiene ad esempio la formazione professionale…oggi un giovane si avvicina a questo mestiere solo se fortemente motivato dalla sua passione…ma non esistono percorsi formativi…nonostante noi per primi ci siamo fatti più volte nel tempo portavoce verso il Comune, le Istituzioni, di questa opportunità di formazione rivolto ai ragazzi, ai giovani del territorio e non solo…”
Salvatore Tudisco ha 66 anni e più di mezzo secolo passato dentro la bottega familiare: la voglia di continuare a creare traspare tutta dai suoi occhi quando ti parla del “futuro”, così come la passione che trasmette con il suo modo chiaro e semplice di raccontarti un’arte, di cui egli è prezioso portatore, che andrebbe preservata e tutelata al pari della Festa dei Gigli, perché è bene ricordarlo e soprattutto ribadirlo ai nolani, ai napoletani, agli italiani, al mondo:
senza la maestria e l’impegno centenario degli artigiani cartapestai, non ci sarebbero mai stati Gigli, non ci sarebbe mai potuta essere Festa e men che mai si sarebbe costituito quel “Patrimonio dell’Umanità” oggi tutelato dall’Unesco.
Se il “saper fare” degli uomini svanisce, non vivranno a lungo nemmeno le loro “creazioni”.
Se a Nola si lascia svanire un’arte come quella della lavorazione della Cartapesta, difficilmente le sopravvivrà l’evento festivo per eccellenza che di quell’arte si nutre e s’aggrazia.
Che la tutela sia “a 360°”.
Che “Patrimonio” siano eventi, luoghi, saperi e persone.

Contatti

Laboratorio di cartapesta Tudisco
via Polveriera 97
840035 Nola (Na)
081.8235934
339.4774277
peppe.tudi@libero.it

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