Artigiani Presepi

Antonio Mataluni

Antonio Mataluni nasce nella vecchia Napoli, in una parallela di S. Gregorio Armeno, “la Capitale dei presepisti”, in un subaffitto della casa e del palazzo di Don Vincenzo Carrano. Chi era Don Vincenzo Carrano? Era il contabile e cognato di Vincenzo Bellomunno. Per chi non conosce la storia di Napoli, il predetto era ed è la più importante e antica “Funeral house” della città.

La mia infanzia, in quella casa enorme, dove vivevano anche i mie nonni nonché la sorella di mia madre, è stato il periodo più bello della mia vita, ed i ricordi sono ancora tanto vividi in me. Devo premettere che ci siamo trovati ad abitare in quella casa in quanto, dopo i bombardamenti dell’ultima guerra, la casa dove abitavamo in via Filippo Maffei (trasversale di via S. Gregorio Armeno) andò giù, quindi tutta la nostra famiglia fu ospitata “provvisoriamente” nella predetta casa. La permanenza dei miei nonni durò in realtà più di 50 anni, mentre i miei genitori si trasferirono, dopo pochi anni, in una nuova casa nei pressi di Piazza Nazionale.

Io preferii restare con i nonni. Questa fu un ottima scelta, in quanto il nonno e la zia erano i sarti della zona e cucivano spesso per gli artigiani presepisti di S. Gregorio, e quando si andava a consegnare il nonno mi portava con sé.

Quello fu il mio primo impatto con il mondo del Presepio, ed ecco come mi beccai la presepite. Si potrebbe pensare che la presepite è o potrebbe essere una malattia perniciosa, contagiosa o infettiva (oddio forse contagiosa lo è), oppure un difetto fisico o quanto meno una mania.

E allora ci si chiede: cos’è? Ma è semplicemente che, per chi ne è affetto, è sempre Natale. Ma allora “nun si normale”, diranno i soliti saputelli! Sbagliato! E la risposta è che il soggetto ha conservato dentro di sé uno spirito festaiolo o “ricorrentista”, come dir si voglia: una miscela di artista-­bambino (sempre insito dentro di noi) il quale si esprime nella manualità e nella creazione di un qualcosa che gli ricorda le origini, i trascorsi e, diciamolo pure, le proprie velleità di artista.

Personalmente questa affezione ricordo, appunto, di averla contratta da bambino, un poco per i motivi di cui sopra, un poco perché anche la buonanima di mio padre era un abile cultore e costruttore di scenografie natalizie, quindi era scontato che il “virus” mi avrebbe colpito implacabilmente.

Non me ne lamento, per anni mi sono accontentato di “curarmi” con delle terapie periodiche annuali, ma allo scoccare della pensione e dei miei “ex 60” anni diedi fondo a tutto il mio coraggio e feci il grande passo, la cura definitiva. Come clinica specializzata scelsi “L’Associazione italiana amici del presepio” della sezione di Napoli. Questa mia decisione mi portò a conoscere, oltre che dei bravi artisti, anche tecniche curative molto diverse da quelle adottate precedentemente. Con l’aiuto ed i consigli di un bravo e paziente amico (il maestro Luigi Baia), cui si affiancò “l’Immenso” maestro Enzo Ammaturo, fui guidato verso questa nuova arte e intrapresi un percorso davvero interessante e proficuo. Ormai sono più di 8 anni che seguo la cura, e devo dire che mi sento molto meglio. Ma penso che dovrò adottare la terapia anche per gli anni a venire. E poi, chi vivrà vedrà. Con affetto.

Contatti:

Cel: +39 340.1060549

email: mataluni48@gmail.com

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