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Lena Costagliola di Polidoro

Fra Oro, Cuore e Mare.

L’ arte ricamata di Lena Costagliola di Polidoro.

“Ci vuole il cuore per ricamare in oro,  non si riesce solo con la mano a lavorare.  Ci vuole anche la mente, ma soprattutto l’amore per quest’arte”.

Il Ricamo in Oro è uno dei lasciti artistico-artigianali della Cultura Araba al nostro Mezzogiorno.

Partendo dalla Sicilia, dove venne costituendosi una vera e propria “Scuola”, la tecnica si diffuse al seguito dell’avanzata saracena, giungendo così fin nel golfo di Napoli dove, nel corso dei secoli ed in particolare nel ‘700, andò oltremodo evolvendosi e raffinandosi grazie alle maestranze artigiane locali divenendo, come nel caso dell’isola di Procida, la tecnica decorativa caratterizzante gli splendidi e rinomati abiti femminili della classe dei ricchi armatori procidani che grande rilievo aveva nella borghesia del Regno di Napoli.

Lena Costagliola di Polidoro è una delle ultime Ricamatrici in Oro di Procida, portatrice di saperi, conoscenze e abilità che travalicano, per importanza e unicità, anche lo specifico dell’ambito del Ricamo ed assumono il valore di vero e proprio “Patrimonio Culturale Immateriale”.

Saperi, conoscenze e abilità che Lena utilizza e rivitalizza oggi nei suoi preziosi manufatti, ma sempre e rigorosamente nel rispetto della Tradizione:

“La Tecnica di Ricamo che io conosco e applico oggi è identica a quella adoperata in epoca borbonica, io non ho mai modificato nulla e non mi permetterei, per principio, di introdurre innovazioni nella lavorazione.

Ma non bisogna solo saper ricamare, ma anche saper scegliere il tessuto sulla base del disegno che si è deciso di realizzare e che dipende molto dallo spessore del tessuto.

E poi bisogna conoscere le regole, perché per realizzare capi di ricamo esistono delle regole fisse da dover rispettare: le pieghe, le misure, le larghezze….

Bisogna poi saper scegliere il disegno, saperlo disegnare, con mano ferma e leggera.

Si deve avere profonda conoscenza dei filati adatti da adoperare e si deve finanche sapere come lavare e stirare il lavoro finito…c’è quindi tantissimo lavoro dietro la realizzazione anche solo di una semplice cifra, di un monogramma”.

Un rispetto ed una cura per tale arte che Lena nutre da una vita intera con il suo lavoro ricamatorio quotidiano, svolto fra le pareti della propria casa che incantevolmente s’affaccia sul piccolo porto di Procida. E guardandola lavorare o ammirando incantati le sue creazioni, si avverte forte la percezione che oltre ai preziosi filati in oro, quei manufatti siano ricamati anche con le trame di quel vitale sentimento familiare che pervade la sua casa e che è stato, in più occasioni, propulsiva forza nel percorso artistico-lavorativo di Lena:

“Così come storicamente hanno sempre fatto le ricamatrici, io lavoro in casa…spesso mi chiedono: <<“Ma perché non apre una bottega, mette in mostra i lavori fatti…”>>…ma il posto dove io devo lavorare è questo…quello dove vivo…Qui in casa ho i miei luoghi, ognuno adatto ad una cosa….uno dove c’è più luce, un altro invece più silenzioso, dove sono meno distratta anche da quanto accade in quel momento in casa…E poi è proprio stando dentro e curando la casa e i figli che ho iniziato a dedicarmi al ricamo…Essere moglie di un marittimo significa passare gran parte del proprio tempo in casa ad aspettare…ed io in quell’ attesa iniziai ad avvicinarmi con passione al ricamo…anche sulla scia di una “tradizione familiare” che aveva già viste impegnate altre mie parenti nei lavori di maglia o uncinetto. E così, attesa dopo attesa e ricamo dopo ricamo, quasi senza accorgermene mi sono nel tempo ritrovata con un vero e proprio “lavoro” fra le mani […]

Ho iniziato a ricamare l’Oro grazie a mio figlio, quasi quarant’anni fa, nel 1979, quando per la prima volta lui partecipò, nel ruolo di “Angioletto”, alla “Processione dei Misteri” del Venerdi Santo che si svolge qui a Procida: decisi allora di confezionare io il vestitino che doveva indossare…preparai delle applicazioni, a forma di stelline, con corallini e paillettes. E’ quella è stata poi di fatto la mia prima infarinatura di Ricamo in Oro. Ed è un vestitino, realizzato all’epoca, che ancora oggi viene utilizzato durante la Processione […]

Sono quindi giunta al Ricamo in Oro successivamente, mentre mi ero avvicinata al Ricamo “classico” già all’età di quattro anni: all’epoca la mia nonna paterna mi faceva sedere su una sediolina vicino a lei che lavorava la calza a quattro ferri…mi dava qualche pezzuola di un lenzuolo vecchio, un ago, un filo rosso ed uno blu, ed io iniziavo a dare i miei primi punti […]

Non c’è nessuno nella mia famiglia, ad oggi, che non abbia qualche capo ricamato dalle mie mani e dal mio cuore: pur non avendo figlie femmine, ho ad esempio ricamato lo stesso un corredo stupendo ai miei due figli maschi…e loro sono stati felicissimi di questo mio dono…Ed ora, con grande gioia, ho iniziato a ricamare il corredo anche alla mia nipotina Andrea…”

Il graduale abbandono di una tecnica tanto raffinata e complessa qual è quella del Ricamo in Oro, unitamente alla scomparsa delle anziane ricamatrici che la praticavano, ha condotto nel corso del tempo Lena Costagliola di Polidoro a sviluppare un autonomo percorso “operativo” di approfondimento della tecnica stessa, scrutando fin dentro le trame dei tessuti di Costumi Procidani originali al fine di coglierne i segreti realizzativi nascosti:

 “Come detto, la tecnica di Ricamo in Oro che adotto io è di origine borbonica e per poterla riprendere, affinarla, mi sono spesso servita nel tempo anche dello studio fotografico di vestiti originali: dove ad esempio erano presenti degli strappi, dei danni al vestito, io lì andavo a fare una foto ravvicinata, per poter capire “da dentro” come erano stati realizzati.

                Una tappa importante di questo mio percorso è stata quando, circa vent’anni fa, si è presentata la necessità di dover recuperare il mantello rovinato di un’antica statua della Madonna che era conservata nella Chiesa alla marina di Procida: all’epoca eravamo solo io ed un’altra ricamatrice qui sull’isola a conoscere questa tecnica, ed il Parroco chiese ad entrambe di provare a risistemare quel mantello ricamato in oro. Le condizioni però estreme di deterioramento in cui si trovava il mantello resero impossibile la risistemazione e così decidemmo di rifarlo interamente dall’originale: è stato fondamentale per me potermi così misurare con un lavoro di tale portata e poterlo fare osservando da vicino il lavoro di una Ricamatrice in Oro che praticava da molti anni prima di me quella tecnica”.

Di grande importanza, lavorativa e umana, si rivelerà per Lena anche l’incontro con Elisabetta Montaldo, Costumista vincitrice in carriera di due “David di Donatello” (per i “Cento Passi” ed i “Demoni di San Pietroburgo”), figlia del regista Giuliano Montaldo e nipote dell’attrice Vera Vergani; è infatti alla Montaldo che si deve un significativo lavoro di studio, ricerca e valorizzazione del “Costume Procidano” confluito poi in molteplici iniziative editoriali e culturali:

“La decorazione cosiddetta “a cocciole” del Costume Procidano è un gallone difficilissimo da riprodurre e che ha delle origini sicuramente turche o magrebine, ed è fatto con una tecnica molto diversa dal Ricamo in Oro che ancora sopravvive sull’isola. Il ricamo del corpetto, invece, è la parte del Costume dove la fantasia delle donne procidane si esprimeva in maniera più scatenata e rappresentano generalmente l’abbondanza, con delle giare ricolme, frutti, fiori, animali, anche viaggi con animali e frutti esotici, ed anche le onde del mare che hanno portato questa Cultura Antica sull’isola di Procida. I colori dei cappottini del Costume si differenziavano: rosso per la sposa e verde per la donna adulta, mentre erano quasi identici nel taglio e nelle decorazioni”

                (cit. Elisabetta Montaldo, “L’Oro del Mare”, documentario di R. Muro, 2011)

Uno dei primi frutti della collaborazione di Lena Costagliola di Polidoro con Elisabetta Montaldo si può oggi ammirare nel Palazzo Comunale di Procida che conserva ed espone la “copia da originale” di un Costume per donna adulta, finanziato per la realizzazione dall’Ente Comunale isolano ed oggi testimonianza visibile e tangibile a tutti dell’identità storico-culturale procidana.

Una collaborazione quella fra Lena ed Elisabetta che ancora oggi prosegue e le vede attualmente coinvolte insieme in un importante progetto di restauro di costumi originali procidani sempre di proprietà comunale.

Da diversi anni, inoltre, i lavori di Lena sono divenuti anche oggetto di studio in ambito universitario:

il Professore Claudio Fogu dell’Università della California a Santa Barbara, ogni estate fa sbarcare sull’isola studenti americani impegnati nello studio degli aspetti storico-culturali caratterizzanti il Mediterraneo e il Meridione d’Italia;

mentre la Professoressa Hogan, dell’Università Rochester di New York, ha condotto un approfondito studio, con intervista filmata, su diversi aspetti del Costume Procidano: dalla storia, alle tecniche del ricamo in oro, alle sete, ai materiali, ecc.

Dunque, è anche grazie alla presenza e al fare di Lena Costagliola di Polidoro che l’isola di Procida si trasforma in un piccolo crocevia internazionale dove antichi saperi e ricerca contemporanea s’incontrano e arricchiscono reciprocamente.

La vita di Lena si è fatta anche letteratura, nel racconto breve da lei ispirato e dal titolo “Ti aspetto”, scritto da Chiara Gamberale in occasione della prima edizione del Festival letterario “Procida Racconta”.

La preziosa arte di Lena ha ammaliato anche il cuore antico del capoluogo campano commistionandosi con l’altrettanto straordinaria arte di presepisti napoletani come Marco Ferrigno, dal cui incontro sono nati, anni addietro, piccoli capolavori destinati al mercato collezionistico privato, come il caso di una statuetta della “Procidana” (commissionata per una collezione di Bambole regionali) per la quale Lena ha dovuto realizzare ricami in oro in 5 centimetri di stoffa con aggiunta anche di piccolissime cocciole.

Lena oggi realizza anche orecchini e bracciali ricamati, pezzi unici, pregiate testimonianze di creatività, ricerca stilistica e gusto, sempre ispirati dal suo inarrestabile viaggio di scoperta e conoscenza di vestiti e tecniche tradizionali:

“Osservando quadri antichi nei quali erano raffigurate donne in Costume Procidano, mi sono fatta ispirare dagli orecchini che indossavano: li ho realizzati ovviamente senza schemi di riferimento, senza spiegazioni o informazioni specifiche in merito…Del resto è stato un percorso obbligato quello di affinare la tecnica e di specializzarmi sempre più anche attraverso la sperimentazione: ho iniziato, ad esempio, a realizzare ricami che riprendevano le decorazioni tradizionali di ceramiche, piatti e mattonelle…Oggi sono, di fatto, in grado poter mettere su stoffa qualunque cosa osservi e attiri la mia attenzione”

Questa sua dedizione, mentale e fisica, all’Arte del Ricamo in Oro, non è stata però esente da “effetti collaterali”, da difficoltà e riflessioni che avrebbero potuto fiaccare l’entusiasmo e la passione di tanti, ma non certo quelle di Lena:

“Se io avessi pensato esclusivamente al guadagno economico, allora avrei dovuto sfornare chissà quanti ricami, fatti molto grossolanamente ma che comunque sarebbero stati pagati molto bene…ma a me, onestamente, non è mai interessato questo…Anche nel ricamo, oggi, molta gente, tanta improvvisata, sta manipolando e alterando tutto…ma questa specifica tecnica del Ricamo in Oro, a questi livelli, a Procida, la pratico oramai quasi solamente io…mancano in giro le capacità e la conoscenza per eseguirla…E non va dimenticato che praticare questa tecnica ha un costo economico significativo in termini di materiali necessari: un singolo rocchetto di filato in oro supera il costo di 100 euro e per una specifica lavorazione possono essere necessari anche quattro o cinque diversi filati […]

Dopo tanti anni di lavoro le mie mani sono rovinate: già subito dopo aver avuto il mio primo figlio mi fu diagnosticata l’artrite, ma mi è sempre importato poco di questo: quello che dovevo fare con le mani l’ho continuato e lo continuerò a fare. E la mente, così come l’amore per questo ricamo, mi aiutano tantissimo a superare anche queste difficoltà fisiche”

Lena Costagliola di Polidoro è una grande ricamatrice.

Una donna appassionata.

Una procidana illustre.

E fra Oro, Cuore e Mare dà vita, in forma di ricamo, alla Bellezza.

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